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Dal fitto programma delle due giornate si evince l’importanza dei temi (welfare, casa, lavoro, attenzione alle varie generazioni e alle povertà vecchie e nuove ma anche metodi e procedure), la qualità degli interventi, l’ampia rappresentanza istituzionale e del terzo settore, la pluralità dei destinatari. Ci saranno, infatti, relazioni di autorevoli esperti che uniscono sapienza ed esperienza. Parteciperanno il Commissario straordinario al Comune di Modica e i Sindaci di Scicli, Ispica, Pozzallo, i dirigenti dell’Asp, rappresentanti regionali a diversi livelli (Anci, deputazione, assessorato politiche sociali), i dirigenti degli uffici di servizio sociale, la pastora valdese.
Ed è previsto un messaggio del vescovo eletto di Noto mons. Salvatore Rumeo Sono invitati gli operatori sociali e sanitari, ma anche scuole, parrocchie, associazionismo e tutti i cittadini che hanno a cuore il bene comune. E non come spettatori ma come protagonisti di work-shop in cui elaborare precise e corali piste operative, che poi saranno consegnate al territorio il prossimo 25 giugno. E già si prevede che ogni anno ci si sposti negli altri Comuni del distretto a giro, e quindi di rendere stabile questo appuntamento così significativo.
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Co-programmazione e co-progettazione sono i due termini chiave che la nuova legge sul Codice del Terzo Settore indica per un salto di qualità nelle politiche sociali. Il PNRR, i Piani di zona socio-sanitari e anche molte altre ‘misure’ e fondi europei, infatti, permettono molte possibilità per i servizi socio-sanitari, e però questo non basta se non si progetta dentro un disegno di insieme. Ecco perché sarà importante questo evento e soprattutto il processo che si avvierà con contributi corali.
L’evento e il processo sono il punto di arrivo di un lavoro avviato dal distretto 45 che da tempo ha attivato una rete per l’inclusione e tavoli tematici. Si sono così già avviati momenti di co-progettazione, momenti di informazione, soprattutto si sono intessute relazioni che possono contare su una lunga tradizione di collaborazione tra pubblico e Terzo settore. Certo c’è ancora tanto da fare e, chi vive sul campo situazioni di disagio – sui versanti delle famiglie e dei bambini, degli anziani e diversamente abili (soprattutto nella non autosufficienza), del contrasto alle povertà -, chiede interventi sempre più pronti e puntuali ed estesi a tutti coloro che ne hanno bisogno. Ci sono quindi i giovani e i migranti! Gli stati generali permetteranno sguardi e processi più attenti con cui insieme poter aggiornare le letture delle povertà del territorio e individuare, programmare, monitorare risposte efficaci, rendendo protagonisti anche i beneficiari.
BENE COMUNE sarà il tema che condenserà riflessioni e piste operative, ma è anche il rimando agli atteggiamenti di fondo che ci fanno insieme comunità e città “a misura di sguardo”, come amava dire un grande testimone del nostro tempo, il cardinale Martini: lo sguardo sulla realtà concreta e in trasformazione, lo sguardo gli uni verso gli altri per camminare insieme, lo sguardo al futuro e alle nuove generazioni alle quali lasciare un mondo migliore, sguardi nell’ottica lungimirante della relazione costruttiva e della cittadinanza vigile. Confidiamo per questo molto nel prezioso servizio dei mezzi di comunicazione, anch’essi chiamati ad essere partner di questa grande sfida per il bene comune.
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L’evento e il processo sono pure frutto di una qualità nella presenza del Terzo settore del territorio che si nutre di diverse ispirazioni ideali, di carattere civico e spesso di carattere religioso (la diocesi di Noto ha una lunga tradizione, attraverso la Caritas, di lavoro innovativo sul versante pedagogico, ma c’è anche la significativa presenza del Progetto della FCEI “MH – Casa delle culture”). C’è quindi l’ampia e consolidata rete di Confcooperative e nel territorio opera una delle poche fondazioni di comunità del Sud, la Fondazione Val di Noto che ha come sua prima mission quella di costruire azioni di sistema che uniscano cura delle persone, sviluppo di comunità, economia civile. Importante l’apporto della Scuola per Assistenti Sociali “Stagno D’Alcontres” in collegamento con l’Università di Messina. Difficile citare le singole esperienze e le reti di cittadinanza attiva per non far torto a nessuno, ma sono noti i tanti segni di solidarietà che hanno un grande impatto per la capacità di unire dedizione e competenza.
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Sezione in aggiornamento.